Novità e riflessioni

Il Blog di Goodea

Usability Cards

www.usabilitycards.com

In anni di studio degli utenti e dell’usabilità dei siti web, ho messo a punto un metodo semplice che si è rivelato molto affidabile.

Attualmente, con orgoglio, diverse università nel mondo adottano questo metodo, tra i tanti conosciuti e studiati.

I risultati del test hanno mostrato una certa rilevanza e affinità con i risultati del SUS (System Usability Scale) generati dall’analisi su di uno stesso sito.

Il metodo è basato su 57 elementi dell’interfaccia, che possono generare confusione e chiusura del sito web. Da tenere quindi sotto controllo.

Questi 57 elementi sono stati rappresentati con carte da gioco, appunto 57 carte.

Successivamente, al fine di garantire una maggiore diffusione al metodo, ho caricato i 57 item nel sito UsabilityCards.com nella verione italiana in un questionario tabellare.

In pratica bisogna fare un giro sul sito web da analizzare per poi passare in rassegna tutti gli elementi (solo quelli presenti nell’interfaccia) valorizzandoli con un punteggio -1 / +1 e 0 (zero).

  • -1 lo attribuiremo a uno degli elementi se pensiamo che questo possa creare difficoltà agli utenti
  • +1 invece lo useremo per indicare che l’elemento valutato non può costituire, a nostro avviso, un elemento critico dell’interfaccia
  • 0 (zero) quando l’elemento non è presente oppure se è neutro.

Dalla somma degli elementi -1 trarremo un indice, indice degli elementi critici.

Dalla somma dei +1 trarremo un LUP – Livello di Usabilità Percepita.

Il metodo è stato realizzato tenendo bene a mente il contesto e le particolarità degli utenti.

Quando intendiamo valutare un sito web con gli utenti, le variabili in gioco aumentano in maniera incredibile. Uno dei punti critici, del lavoro con gli utenti, riguarda l’affidabilità delle risposte. E’ facile che un utente si senta sotto accusa (è l’interfaccia a essere oggetto di “indagine” non l’utente) e che non risponda in maniera sincera. Questo potrebbe compromettere i test e i risultati finali.

Allora ho fatto un esperimento con le persone. Ho riunito un insieme di persone (Minimo 5) e ho proposto loro di verificare un dato sito web tutti insieme, mettendo al centro l’interfaccia. A ogni giro di carta ho chiesto agli utenti di commentare ad alta voce il punteggio attribuito e dalla modalità del confronto con gli altri, think aloud, ho ascoltato ed annotato con cura i particolari e le sensazioni, oltre alle considerazioni.

Questo “drived focus group” ragionato sull’interfaccia ha fatto emergere alcune criticità del sito che nei test in laboratorio non venute fuori. Da questo ho capito che il confronto con l’altro e il voler affermare la propria tesi, facevano emergere maggiori criticità in poco tempo. Inoltre la sessione di test integrata consentiva un notevole risparmio di costi e tempi.

L’attività manuale con le carte, inoltre, ha generato dinamiche interessanti tuttora oggetto del mio studio. Tutte le volte che un utente è coinvolto fisicamente in un attività che in qualche maniera gli appartiene (come il gioco delle carte) c’è un maggiore coinvolgimento cognitivo e il livello di attenzione è sempre alto.

Naturalmente nascono dinamiche di gruppo e questo in qualche maniera può viziare i risultati ma basterà attenzione da parte del valutatore/moderatore per poter identificare solo il necessario, lasciando da parte tutti gli spunti non interessanti ai fini dello studio dell’interfaccia. Ritengo che l’analisi euristica + il testo svolto con le usability cards restituisca risultati molto interessanti ai fini della valutazione.

Le persone partecipano in un processo di co-creazione di un set di considerazioni e la paura di “sbagliare” che il singolo prova durante i test tradizionali sembra di colpo svanire.

Se è vero che un test scientifico deve tenere conto di parametri chiari e misurabili, di tempi di reazione e movimenti/click del mouse, è pure vero che le persone sono diverse ed è difficile far capire che vogliamo capire i problemi di un dato sito web. Non è possibile a mio avviso valutare l’usabilità di un sito web solo con i test tradizionali e solo tenendo conto di percorsi prestabiliti per la task analisys.

L’usabilità del web è una proprietà totalizzante. Non è possibile rilevare indici solo dall’esame dei percorsi ma c’è bisogno di molto di più. L’interfaccia di dialogo è l’unico diaframma che separa un soggetto proponente da un utente ricevente, la visione del sito coinvolge completamente l’utente.

Bisognerà perciò tenere conto di tanti fattori, come la comprensibilità dei testi, la formattazione, la grafica, il design dell’interfaccia, i percorsi di navigazione, la spontaneità degli utenti (che puoi rilevare solo dal vivo), le sensazioni percepite, l’organizzazione degli elementi nello spazio.

Un test in laboratorio non basta e bisognerà cominciare a valutare l’usabilità dallo studio delle metriche di navigazione degli utenti, proprio per cominciare a orientare e preparare il test in presenza. Come navigano nel sito gli utenti abitualmente? Quali sono le pagine maggiormente visitate? Come mai?

E poi bisognerebbe inserire nello studio anche la trovabilità nel sito nei motori di ricerca.

Questo insieme di fattori consente di valutare la UX.

Se di esperienza utente dobbiamo parlare, allora l’esperienza utente probabilmente nasce ancora prima della visita al sito.

E’ tutt’uno. Il prima e il dopo. E’ un esperienza totale che si alimenta dalle sensazioni rilevabili dall’utente, provate durante la ricerca, durante l’esplorazione del sito e si completa con l’uscita. L’utente esce dal sito per diversi motivi:

  • ha trovato l’informazione desiderata
  • non ha trovato l’informazione desiderata
  • ha processato un azione e si aspetta un risultato (richiesta di iscrizione, contatto, acquisto)

Non è forse alla fine che possiamo chiudere il cerchio dell’esperienza? Se tutto andrà bene, in uno shop online, e il prodotto che sarà recapitato arriverà in condizioni “diverse” dall’aspettativa dell’utente allora questo giudicherà in modo diverso il sito.

La valutazione dell’interfaccia è importante ma è una parte della UX che è totalizzante nella vita degli utenti ed è alimentata da tanti fattori spesso sottovalutati in sede di analisi iniziale e in sede di interpretazione finale dei dati.

Ragionando in un ottica totale possiamo far cambiare significativamente le sorti di un sito online, migliorandone le performance e generando utenti felici 🙂