Novità e riflessioni

Il Blog di Goodea

Gli utenti e la Web Usability

L’approccio usabile, sebbene scontato, è la base di tutto.

Impostare la realizzazione del sito web sugli utenti rappresenta la scelta giusta, ed è sempre il primo passo da compiere.

Le domande da porsi sono sempre:

  • Quali sono gli obiettivi che intendo raggiungere?
  • A chi mi rivolgo?
  • Perché gli utenti dovrebbero scegliere il mio prodotto o servizio?
  • Come è meglio rivolgersi ai miei futuri clienti?

La fase di creazione dei contenuti dovrebbe sempre basarsi sullo studio degli utenti e svilupparsi coerentemente.

L’interfaccia rappresenta il solo elemento di dialogo con gli utenti; è multimediale ma bisogna stare attenti a bilanciare il carico di informazioni inserite (troppe o troppo poche?), bisogna parlare chiaro ai destinatari e invitare all’azione in modo intelligente e sincero, essere allineati al linguaggio degli utenti e differenziarsi dalla concorrenza in maniera chiara, fornendo sempre le giuste informazioni agli utenti affinché essi possano essere in grado di poter scegliere.

I contenuti rivestono un ruolo centrale assoluto di ogni progetto vincente.

Una recente indagine condotta da Gfk Eurisko, dimostra che per cogliere la sfida e le opportunità offerte dall’e-commerce nel settore del largo consumo, le aziende devono essere in grado di catturare l’interesse degli utenti, spiegando tutti i vantaggi dello shop online.

Il processo di valutazione del consumatore passa, infatti, attraverso l’esperienza personale e i racconti di amici o di conoscenti che fungono da testimonial e sono in grado di convincerlo in maniera diretta o con il passaparola nel 50% dei casi.

Tutto ciò è possibile solo attraverso la costruzione di contenuti qualitativamente elevati.

Finalmente la promozione.

Un sito web usabile non è in grado da solo di attirare utenti e potenziali clienti, occorrerà costruire una strategia di web marketing e usare per bene tutti gli strumenti disponibili per irradiare nella rete la nostra proiezione digitale.

Non basta però acquistare un po’ di click sulle varie piattaforme disponibili, occorre un progetto strategico che tenga conto di tanti fattori.

Un progetto in grado di garantire sostenibilità futura a un modello di business basato sul web dovrebbe svilupparsi in un asse temporale ben definito e tutte le attività dovrebbero tendere al raggiungimento di obiettivi chiari e verificabili.

Verificabili, perché con il web si può, contrariamente agli altri mezzi di comunicazione.

Un altro fattore, spesso trascurato dalle imprese e dagli esperti di usabilità, è rappresentato dai dati di navigazione.

La valutazione dei dati di navigazione riveste un ruolo molto importante nella definizione dell’esperienza che gli utenti compiono on line e i dati rilevabili rappresentano la chiave per l’identificazione di tanti elementi critici che rendono la navigazione difficoltosa, agevolando la fuga degli utenti dal sito.

Attraverso la lettura e l’interpretazione dei dati di navigazione, possiamo rilevare una parte importante del comportamento degli utenti sul sito, comprendere i fattori di successo dell’interfaccia, valutare l’impatto degli elementi critici e raccogliere elementi utili per modificare il sito rendendolo performante.

Il set dei dati rilevabili costituisce il fondamento per considerazioni sul modello di business, di livello più elevato, in grado di orientare l’impresa verso scelte più proficue.

Trascurare quindi l’analisi dei dati di navigazione allo scopo di tracciare un profilo ben definito degli utenti in funzione al modo in cui viene usata l’interfaccia e ai fini della “fotografia del sistema” è scorretto.

Un altro aspetto non trascurabile, specialmente per l’usabilità, riguarda la scelta dell’infrastruttura che conterrà i contenuti (CMS).

Il tasso di abbandono dei progetti basati sul web a causa di problemi di usabilità parte dalla mancanza di conoscenza, di programmazione del lavoro e di scelta degli strumenti di dialogo giusto.

Abbiamo notato che i problemi di usabilità crescono sistematicamente nel tempo al crescere del contenuto e subiscono una grande influenza per ogni modifica degli obiettivi strategici del progetto.

Molto spesso l’infrastruttura web adottata all’inizio del progetto (CMS) rende difficili gli interventi tecnici necessari alla correzione degli elementi critici che rendono la navigazione difficile.

I contenuti vengono progressivamente aggiunti al sito e al crescere degli stessi non c’è, molto spesso, una rivisitazione del piano editoriale del sito*

Ne consegue una difficile integrazione dei contenuti all’interno di un sistema nato con esigenze diverse e in periodi diversi.

Quando l’infrastruttura web non consente riadattamenti sostanziali, l’intervento degli esperti (del team di sviluppo, dei content manager e del team di programmazione) risulterà complesso e renderà talvolta troppo costoso un restyling. A questo potrebbe conseguire un abbandono del progetto oppure una stasi che non renderà semplice la navigazione.

La scelta dell’infrastruttura web dovrebbe sempre tenere conto dell’esigenza di poter intervenire in tutte le fasi del processo senza grandi sconvolgimenti, tale da poter limare i percorsi, correggere ed eliminare gli elementi critici per rendere tutta la navigazione semplice, intuitiva e fluida.

Il contenuto è il futuro, ma solo il contenuto di qualità.

Se esiste un utente, esisterà certamente un contenuto pensato per lui.

E’ in corso una selezione naturale che tende a penalizzare i siti web caratterizzati da contenuto qualitativamente basso; la dura legge dei motori di ricerca è l’unica che regola e governa l’afflusso dei visitatori nei siti web.

Nella progettazione di un sistema di dialogo con gli utenti, bisognerà tenere conto delle regole e dei limiti dei motori di ricerca.

Ma allora, perché limitare la web usability alla sua classica definizione?

Bisognerebbe ragionare in maniera più completa.

L’esperienza di navigazione verso un dato sito web comincia prima ancora del raggiungimento dell’interfaccia di dialogo.

Un sito web, facile da trovare in rete, immerge l’utente in una nuova esperienza allargata, che prosegue durante l’esplorazione, che si sviluppa tanto attraverso la comprensione dei percorsi di navigazione e tanto attraverso la comprensione degli elementi che compongono l’interfaccia.

Bisognerebbe dunque parlare anche di usabilità dei contenuti da momento che l’attività cognitiva si sviluppa attraverso la scansione, la lettura e la comprensione di quel complesso strutturato di elementi e testo che compone l’interfaccia?

Durante le fasi di studio che hanno preceduto questa ricerca, abbiamo ragionato abituandoci a pensare che un sito web rappresenta, per un dato utente, un vero e proprio hub di interscambio, immerso in una realtà più vasta caratterizzata da tutto l’ecosistema web che lo contiene e che lo rende raggiungibile, navigabile e fruibile.

L’approccio “usabile” che seguiamo nella progettazione tende a considerare le influenze che subisce un sito web considerandolo tutt’uno con il mondo virtuale che lo circonda. I fattori che prendiamo in considerazione nella progettazione vanno oltre gli obiettivi intrinseci, i contenuti e il contesto interno e si allargano fino a considerare tutte le più profonde ramificazioni con il macro-sistema che lo conterrà.

Nell’analisi che precede la progettazione quindi prendiamo in attenta considerazione l’utente come base di partenza, con un approccio multidisciplinare, per poi cercare di delinearne un profilo verosimile sulla base dei volumi di ricerca dei motori (big data), del contesto, dei competitor, delle usanze e delle consuetudini cercando di comprenderne l’andamento e le possibili evoluzioni.

Un progetto orientato al raggiungimento di dati obiettivi dovrebbe sempre tenere conto di quella totalità all’interno del quale esso si svilupperà.

*Abbiamo sentito parlare di “piano editoriale di un sito web” in Italia, per primo, da Alfonso Cannavacciuolo di www.scrittura.org