Novità e riflessioni

Il Blog di Goodea

Utenti al servizio del web

Ho vissuto diverse stagioni del digitale, affacciandomi curiosamente alle nuove tecnologie, vivendole intensamente per capire sempre di più.

Navigo abitualmente il web e riesco a distinguere bene le cose che funzionano da quelle che non funzionano. Studio questo insieme di fenomeni che popolano la rete.

Quando il web funziona ci sono persone che conoscono le persone alle quali vogliono parlare.

Anche se non se ne parla spesso, l’esperienza compiuta online dagli utenti è importantissima per comprendere il modo in cui le interfacce possono diventare uno strumento utile e insostituibile, al servizio degli utenti. Conosciamo ancora poco degli utenti, nonostante siano stati fatti grandi passi in avanti.

Ci sono molti passi ancora da compiere, dal 2.0 siamo andati avanti in una fase in cui il web rappresenta ed è in grado di rappresentare le abitudini, i gusti, le preferenze delle persone.

Oggi però il rapporto è troppo sbilanciato dalla parte delle aziende che governano la rete.

Il web diventerà la nuova TV? Per il momento non è così.

Oggi gli utenti sono al servizio del web. I profili pubblici non sono nostri, neanche le nostre email. Inconsapevolmente lavoriamo per loro (per le aziende che detengono il potere della rete – i nostri dati), pubblichiamo, descriviamo, condividiamo facendo il loro business. Siamo noi al centro del modello di business. Loro ci regalano la giostrina, noi ci facciamo un giro e questo ci piace.

Ma il web non esiste se non esistono gli utenti, e se non esiste il contenuto. Siamo indispensabili.

Le interfacce dovrebbero invece rappresentare un device neurale degli utenti, piattaforme di completamento dei desideri umani. Il web al servizio dell’uomo.

Le cose cambieranno, più o meno in fretta.

Troveremo altre forme di aggregazione online, condivideremo contenuti in maniera riservata, i nostri dati non circoleranno con tanta facilità.

Le persone si approprieranno della rete.

Oggi non è così.