Novità e riflessioni

Il Blog di Goodea

La Gestione dei Social nel Lockdown

Guest post di Ciro Leale di How to Social

Quella del Social Media Manager è una figura professionale non ancora pienamente riconosciuta nel nostro Paese. Non è riconosciuta in termini burocratici e non è riconosciuta dalla maggior parte della generazione nata tra gli anni 60’ e la prima metà degli anni 70’.

Quello del Social Media Manager, per molti, è un ruolo inedito e per certi versi, è un ruolo inedito anche per chi fa questo lavoro. Non ci sono punti di riferimento se non i propri colleghi o i propri tutor, ma anche qui c’è un problema: non tutti raggiungono l’obiettivo, con lo stesso percorso.

In questa assenza di riferimenti, il Social Media Manager si ritrova ad affrontare, con una posizione inedita, una situazione ancora più inedita: Il Lockdown dell’Italia a causa del Covid19.

Per fortuna la parte tragica di questo focus è finita! Con molta leggerezza, possiamo tranquillamente passare alla parte drammatica.

Un Social Media Manager, tra i suoi compiti, ha quello di gestire i profili social di brand, aziende e personaggi pubblici, traducendo la mission di fondo, in un linguaggio adatto alle piattaforme, per creare una strategia di comunicazione. Ma I brand non lavorano, le aziende sono chiuse, i personaggi pubblici non hanno nulla (o quasi da fare).

E allora cosa diventa la Gestione dei Social durante il Lockdown?

Io onestamente all’inizio (e credo come tutti) ho improvvisato, ma poi ho capito che da questo problema, può nascere un’opportunità.

Proprio in Cina esiste una parola, “wēijī”, che si usa sia per crisi, che per opportunità. 

Fatta questa lunghissima e spero non tediosa premessa, ti parlerò dei 4 step che ho utilizzato personalmente nella gestione dei social per i miei clienti nel lockdown.

N°1: Vietato Fermare il Piano Editoriale

Vietato Fermarsi! 

Anche se la produzione si ferma, anche se le aziende sono momentaneamente chiuse o bloccate dalla restrizioni, il piano editoriale non va assolutamente fermato per due validi motivi:

  • per non interrompere il lavoro, perdendo sforzi e investimenti;
  • per non interrompere il rapporto lavorativo e umano con i propri clienti (questo è rivolto specialmente ai freelance).

Quello che ho fatto sin da subito è stato interfacciarmi con i clienti e trovare una soluzione per poter proseguire la comunicazione e, incredibilmente, in molti casi ho avuto piena comprensione.

Come Rielaborare il Piano Editoriale?

La prima cosa che ho fatto è stata quella di aprire tutti i piani editoriali e “salvare il salvabile”. L’attenzione massima è stata rivolta ai contenuti che in questo momento davvero non hanno senso di essere pubblicati come:

  • contenuti relativi ad eventi dal vivo;
  • contenuti relativi a offerte che in questo momento non avrebbero la giusta attenzione;
  • contenuti che riguardano attività interne alle aziende (visto che le aziende sono chiuse).

Come potrai intuire, tutto ciò è fuori luogo.

Ma è qui che si palesa l’opportunità nella crisi: riempire gli spazi vuoti con un altro tipo di contenuto.

Io li ho personalmente suddivisi in due tipi:

  • Informativi: sono tutti quei contenuti che riguardano le normative di settore che possono rivelarsi utili a chi li legge. In questo momento, bisogna cercare di essere utili in qualsiasi modo e, postare informazioni corrette per la propria categoria, può essere un buon modo.
  • Brand Awareness: è un momento duro e “straordinario” per tutti. Raccontare gli stati d’animo interni alle aziende, umanizzare i brand e sentirsi vicini ai propri follower, può soltanto accrescere il sentiment positivo nei confronti del vostro cliente. Ovviamente questo deve essere fatto senza alcun tipo di speculazione.

N°2: Come Gestire le Campagne

la Colomba di Cannavacciuolo

Le campagne di advertising sui Social (ma anche su Google), sono un vero problema durante l’emergenza Covid19.

I motivi principali sono due:

  • Possono Risultare Inadatte: attirando commenti e feedback negativi se fuori luogo. Un esempio a cui purtroppo non sono riuscito a fare uno screenshoot è una campagna su Fb per la vendita di una colomba pasquale da parte dello chef Antonino Cannavacciuolo. Nonostante l’emergenza, il social media manager in questione non ha interrotto una campagna di sconto sulla spedizione di un prodotto che, attualmente e con una crisi in atto, a nessuno può interessare. Questo ha generato una serie di commenti e feedback negativi che potrebbero influire sulla percezione che i follower hanno dello chef
  • Costi Elevati: molti specialisti hanno notato come i valori (in termine di costo/prestazione) relativi alle inserzioni sulle maggiori piattaforme, siano cresciuti. Questo dato si rifà al punto precedente: nessuno fa click sull’inserzione di una colomba pasquale, in piena emergenza coronavirus.

Il mio consiglio è quindi di agire come nel caso del piano editoriale: “salvare il salvabile” e bloccare l’inopportuno.

N°3: Non è il Momento per Ridere vs Non ci Resta che Piangere

È difficile fare dell’ironia in un momento come questo, ma comunicare soltanto sconforto non è un’operazione corretta.

Il vero sentimento di questo periodo?

Non è l’insicurezza, è la straordinarietà.

È un momento inedito, che nessuno ha mai affrontato e che nessuno sa come affrontare. Anche un piano editoriale può adattarsi a questo oscillando tra un messaggio utile e un messaggio di speranza, tra un messaggio “incerto” e un messaggio di vicinanza.

In poche parole, è il momento del BUON SENSO.

N°4: Pensa, Progetta e Studia

Un’altra delle opportunità valida sia per la propria persona, che per il proprio lavoro, è quella del tanto tempo a disposizione.

In questo momento ti si pone una scelta:

  • tirare avanti e vedere cosa succederà;
  • prevedere i vari scenari e farti trovare pronto.

Io personalmente ho scelto la seconda e non passa settimana in cui non sento i miei clienti per chiedergli come pensano di ripartire una volta che tutto questo sarà finito e soprattutto, non passa settimana in cui non gli chiedo come stanno!

Eravamo impreparati a questa emergenza, ma abbiamo la possibilità di farci trovare pronti quando sarà finita.

“Wēijī” a quanto pare è un concetto adottato dalla cultura occidentale, più che una traduzione vera e propria del termine.

A cosa vogliamo credere? Alla crisi? O all’opportunità che ne potrebbe derivare?

Per leggere l’articolo originale clicca qui